Era difficile quasi come lo era stato fuggire dall'odore di sangue umano, ma in qualche modo badai a stare attenta, mentre mi allungavo in punta di piedi e lo abbracciavo. Con delicatezza. Lui non fu così esitante nei movimenti: le sue braccia cinsero i miei fianchie mi strinsero a lui. Le labbra morbide premettero sulle mie, che non si modellavano più attorno alle sue e mantenevano la propria forma. Come prima, fu come se il tocco della sua pelle, delle labbra, delle mani, affondasse nella mia pelle, dure e liscia, nelle mie nuove ossa. Fino al centro del mio corpo. Non avevo immaginato che lo avrei potuto amare più di prima. La mia vecchia mente non sarebbe mai riuscita a contenere tutto quell'amore. Il mio vecchio cuore non avrebbe mai avuto la forza necessaria a sopportarlo.
L'assassina mi osservò da dietro la spalla di Rosalie,con lo sguardo più concentrato che una creatura appena nata avesse mai avuto. Occhi caldi e marroni,il colore del cioccolato al latte.Esattamente lo stesso degli occhi di Bella. Il mio tremore si fermò all'improvviso e fui invaso da un calore più intenso,nuovo.Che non bruciava. Splendeva. Tutto si sciolse dentro di me e rimasi immobile davanzi al visetto di porcellana della bambina,metà vampira,metà umana.Tutti i lacci che mi stringevano alla vita si spezzarono in un attimo,come lo spago di un grappolo di palloncini.Tutto ciò che mi rendeva ciò che ero - l'amore per la ragazza morta al piano di sopra,l'amore per mio padre,la fedeltà al mio nuovo branco,l'affetto per gli altri miei fratelli,l'odio per i miei nemici,per la mia casa,per il mio nome,per me stesso - si staccò da me in quell'istante - zac,zac,zac - e fluttuò nello spazio. Ma non andai alla deriva.Un nuovo laccio mi tratteneva dov'ero. Non uno:un milione.Non di corda,ma di acciaio.Un milione di cavi d'acciaio che mi legavano a una cosa sola;al centro esatto dell'universo. Finalmente capii che l'universo ruotava attorno a quel punto.Non avevo mai colto la simmetria dell'universo,che adesso mi era chiara. Ora non era più la forza di gravità ad imbrigliarmi. Era la bambina fra le braccia della vampira bionda. Renesmee
Scusate se non mi sono presentata, ma non penso sia obbligatorio.
Era difficile quasi come lo era stato fuggire dall'odore di sangue umano, ma in qualche modo badai a stare attenta, mentre mi allungavo in punta di piedi e lo abbracciavo. Con delicatezza. Lui non fu così esitante nei movimenti: le sue braccia cinsero i miei fianchie mi strinsero a lui. Le labbra morbide premettero sulle mie, che non si modellavano più attorno alle sue e mantenevano la propria forma. Come prima, fu come se il tocco della sua pelle, delle labbra, delle mani, affondasse nella mia pelle, dure e liscia, nelle mie nuove ossa. Fino al centro del mio corpo. Non avevo immaginato che lo avrei potuto amare più di prima. La mia vecchia mente non sarebbe mai riuscita a contenere tutto quell'amore. Il mio vecchio cuore non avrebbe mai avuto la forza necessaria a sopportarlo.